La nostra polemica principale, abbastanza separata da altre di poco rilievo, verte sulla domanda se l’anima, o la conoscenza di essa, possa essere considerata una “materia scientifica”. Questo perché, in questi tempi dialettici, la scienza è per definizione qualcosa che si considera completamente rivolto a questioni materiali, che ha cercato di accaparrare solamente per sé (proprio come altre “dottrine” e “scienze”) l’intera conoscenza e ha cercato poi di dimostrare che la conoscenza è da trovarsi solamente nel materialismo. Tale visione in qualche modo distorta, risulta artificiale fin da un primo esame. “Scienza” significa solamente “verità”, derivando dalla parola latina “scio” che vuol dire “conoscere, nel senso assoluto della parola”; “scienza”, usata più tardi in modo più stretto, presuppone un’organizzazione della conoscenza: e se questo è vero allora questi elementi concernenti l’anima umana soddisferanno senza dubbio il criterio di conoscenza “scientifica”, essendo organizzati e basati su conoscenza criticamente osservabile.

     Dal momento, quindi, che questo corpo d’informazioni sull’anima umana è basato su una verità o una conoscenza misurabile ed osservabile, ed è organizzato, abbiamo attribuito ad esso la parola Scientology, che è come dire: la “conoscenza della conoscenza” o “sapere come conoscere” o “studio della verità”, in modo da schierarci, con tale parola, assieme alle “scienze”. Potremmo però allo stesso modo chiamare questi elementi “animismo” o “la dottrina dell’anima umana” e quindi schierarci, per così dire, con le “dottrine”, fiancheggiando le une e le altre dal loro lato positivo, evitando in questo modo la guerra.

     Come parola, Scientology è piuttosto necessaria dal momento che abbiamo bisogno di un simbolo identificativo che rappresenti queste particolari scoperte, i dati e il loro metodo d’uso, e inoltre per evitare errori nella nostra conversazione. L’argomento dell’anima è facilmente aperto a ogni ramo di qualsiasi conoscenza, e per poter restare orientati e rimanere nell’ambito delle informazioni qui contenute abbiamo bisogno di questa parola.

     Molto bene. Avendo - speriamo - reso noto il nostro tono politico (o mancanza di esso) e definito con una parola ciò che stiamo facendo, esaminiamo ora CHE COSA stiamo facendo.

     Stiamo studiando l’anima o lo spirito. Lo stiamo studiando in quanto tale. Non stiamo cercando di usare questo studio per promuovere qualche altra disciplina o credo. Raccontiamo la storia di come è successo che l’anima ha dovuto essere nuovamente scoperta. Ed ora che l’abbiamo riscoperta, stiamo anche scoprendo se le informazioni così ottenute possono aiutarci in qualche modo a vivere meglio, o, se per questo, a morire meglio.

     Quindi si può chiaramente vedere che questo libro può essere letto senza alcun pericolo. Esso non cerca di alterare il vostro credo ideologico o religioso. Se tale credo dovesse cambiare solo perché leggete questo libro, la colpa è solo vostra; interferire non era nelle intenzioni dell’autore.

     Naturalmente se LEGGETE questo libro e fate i semplici esperimenti in esso contenuti, i vostri credo ideologici e religiosi cambieranno; non v’è alcun dubbio. Comunque ricordatevi che, nel caso dovesse passarvi per la testa l’idea di incolpare qualcuno, qualsiasi cosa SUCCEDERÀ, noi non INTENDEVAMO cambiare il vostro ideale filosofico; tutto ciò che intendevamo fare, molto innocentemente, era di fornirvi qualche dato sull’anima umana, e nemmeno la vostra anima in particolare, ma l’anima in generale.

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