Si potrebbe dire ancor di più, ivi compreso il fatto che, all’avversione che psicologia e psichiatria nutrivano per ciò che dimostrava l’esistenza di vite passate, si aggiungeva buona parte del dogma cristiano che si opponeva a quell’idea. Il pensiero è complesso e profondamente radicato in una ortodossia cristiana ove l’attrattiva principale era la speranza d’una risurrezione fisica. In breve, comunque, questo è il nocciolo della questione: se, come veniva arguito in varie scritture gnostiche, l’anima umana era destinata a rinascere, ovviamente la minaccia d’una dannazione eterna tendeva a perdere il suo pungolo. Ciò non voleva dire che il peccatore non soffriva, secondo la dottrina gnostica. Al contrario, la terra stessa diventava un inferno interminabile per coloro che vivevano, vita dopo vita, al di fuori della grazia di Dio. Tuttavia da un punto di vista strettamente ecumenico, una dottrina sulla reincarnazione tendeva a minare l’autorità della Chiesa quale unico strumento di salvezza e di vita eterna attraverso la grazia di Cristo. Per di più, quella dottrina tendeva a minare fonti essenziali di entrate della Chiesa, tra le quali, e non da ultime, le vendite di indulgenze. Di conseguenza, tali dottrine furono tutte ufficialmente vietate durante il Secondo Sinodo di Costantinopoli, nel 553 d.C.

[Picture]

     Niente di questo, naturalmente, figurava nel pensiero di Ron. Anzi, le sue preoccupazioni rimasero di carattere puramente pratico e determinate unicamente dalla funzionalità. Coloro che ricevevano auditing traevano o non traevano beneficio dal trattamento di quella che veniva percepita come un’esperienza traumatica di una vita passata? Nessun altro fattore, né politico né filosofico, era giudicato pertinente. Oltre a ciò, e questo Ron lo disse in termini categorici ai membri del consiglio di amministrazione: “Non potete emettere delibere per dire che cosa c’è o non c’è nella mente umana”.

     Nelle pagine seguenti riportiamo la nota introduttiva di Ron a quello che può essere considerato il culmine di tali ricerche, il libro del 1960: Hai vissuto prima di questa vita? Il testo comprende quarantadue casi in cui furono impiegate procedure avanzate di auditing di Scientology per alleviare difficoltà che provenivano da vite passate. Ciò che questi quarantadue casi rivelarono in un più grande contesto filosofico è, naturalmente, di un’importanza e di un interesse enorme per tutta la nostra esistenza... ivi compresa la sorprendente dichiarazione di Ron che, senza troppi giri di parole, disse: “Ciò che creiamo nella nostra società durante questa vita ci influenza nella prossima”. Ugualmente sorprendenti erano i risultati di quelle procedure di auditing di Scientology; non pochi sono i casi documentati in cui, per esempio, vittime della polio irrimediabilmente storpiate recuperavano la loro completa capacità di movimento, in seguito al trattamento delle vite passate, e solo allora. Infine, per chi fosse affascinato da tali dettagli, c’è anche il caso successivo di una giovane Scientologist che ricordava non solo le circostanze della sua vita precedente, ma anche il luogo della sua sepoltura. Al che si recò al sagrato di quella chiesa, nel sud dell’Inghilterra, ove, proprio come aveva rievocato durante il suo auditing, si trovava la pietra tombale su cui stava scritto il suo nome precedente e che sarebbe altrimenti rimasta dimenticata. End Text



| Precedente | Glossario | Indice | Successivo |
| Questionario | Site di Riferimento | Libreria | Prima Pagina |
L. Ron Hubbard the Philosopher | L. Ron Hubbard, Der Philosoph | L. Ronald Hubbard: El Filˇsofo | L. Ron Hubbard, Le Philosophe | L. Ron Hubbard: Il Filosofo

info@scientology.net
© 1996-2004 Church of Scientology International. All Rights Reserved.

For Trademark Information